ATT, la funzione di iOS che blocca la raccolta dei dati sullo smartphone, è amatissima dagli utenti e odiata dall’industria pubblicitaria. Ora rischia di sparire: l’autorità italiana deciderà entro il 16 dicembre.
Rischi legati alla privacy e alla sicurezza, normative carenti, gestione confusa da parte delle piattaforme: eppure il tema della nostra sopravvivenza online è sempre più importante e urgente.
Le informazioni psichiatriche di ragazze e ragazzi vulnerabili hanno un valore economico elevato e possono essere sfruttate, anche a fini di ricatto, nel corso di tutta la loro vita: le comunità terapeutiche che le conservano sono sotto attacco.
Esce anche in Italia il libro di Micah Lee che spiega l’arte di acquisire, analizzare e diffondere documenti nel giornalismo. Ed esplora i rischi e la complessità di un panorama informativo in cui siamo sempre più inondati di dati e fughe di informazioni difficili da verificare.
Mentre continua l’ondata di licenziamenti, quali informazioni abbiamo dei lavoratori IT? Tra gender gap, la crescita dei freelance e dell’outsourcing, i Paesi che assumono. E la difficoltà di avere dati uniformi.
Criticità tecniche e organizzative rendono i sistemi informatici delle aziende sanitarie vulnerabili agli attacchi dei cybercriminali, che negli ultimi mesi hanno pubblicato cartelle cliniche, referti di abusi e anagrafiche dei centri di salute mentale. A rimetterci è la privacy dei cittadini.
In quali casi e con quali condizioni si può accedere ai messaggi, profili e dispositivi di chi non c’è più? Esiste una privacy post-mortem?