Rivali che puntano a eroderne il dominio, startup innovative e la rincorsa cinese: il gigante fondato da Jensen Huang deve iniziare a guardarsi alle spalle
Era atteso il boom e invece è arrivato il crollo: per molti versi, Bitcoin e i suoi fratelli sono vittima del loro stesso successo e della crescente adozione istituzionale.
Startup che bruciano soldi e non generano guadagni, investimenti da migliaia di miliardi che non stanno venendo ripagati e manovre finanziarie opache: i conti dell’intelligenza artificiale non tornano.
Nonostante la sua complessità, l’ecosistema aperto e decentralizzato simboleggiato da Mastodon continua ad attirare grandi piattaforme come Threads o Flipboard: è la rivincita dell’open web o l’inizio della fine?
Malgrado l’hype sull’AI, la creazione di maggiordomi o tuttofare casalinghi resta un obiettivo difficile. E la forma umanoide non è sempre la migliore.
I dati su cui si alimentano i modelli linguistici corrono il rischio di esaurirsi, e già oggi sono meno disponibili per varie ragioni. Cosa significa per etichettatori di dati, piccole realtà che fanno ricerca, lo stato di salute del Web e gli sviluppi dell’Intelligenza artificiale.
Malgrado goda ancora di enorme fiducia da parte dei finanziatori, la società sinonimo di ChatGPT deve fronteggiare costi esorbitanti, divisioni interne e possibili, imminenti barriere tecnologiche.
Quella dell’Europa sull’AI è una rincorsa difficile. Chi sono i soggetti principali, i progetti della Commissione EU e gli altri incentivi a disposizione.
Non ci sono solo i testamenti digitali. Una serie di startup e progetti aziendali vogliono ricreare il caro estinto in forma digitale. Con cui interagire.
Da Google a Microsoft, dalla Casa Bianca a Pechino testare e “allineare” questi strumenti è insieme una priorità e una sfida